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I Certificati Blockchain spiegati semplicemente [2020]

Se stai leggendo quest’articolo probabilmente hai già sentito parlare dell’uso della tecnologia blockchain per le certificazioni. Ma a cosa servono i certificati blockchain, e come funzionano? Possono sostituire gli enti certificatori?

A cosa serve la certificazione blockchain

Uno dei problemi fondamentali per qualsiasi certificazione è la possibilità che essa venga falsificata. Questo problema è accentuato dal fatto che, nella maggioranza dei casi, l’esistenza della certificazione è dimostrata unicamente da un documento cartaceo.

Per quanto sia timbrato, siglato e firmato, un certificato cartaceo è sempre a rischio falsificazione, per due problemi principali:

  1. È replicabile.
  2. È difficile verificare che sia autentico.

Il primo problema non necessita di spiegazioni: falsificare un timbro o una firma è piuttosto semplice, ma le conseguenze di una certificazione falsa nelle mani sbagliate possono essere disastrose! Pensiamo solo ai danni che possono venire da apparecchiature mediche non conformi, dall’opera di personale non abilitato a compiere determinate mansioni, o ancora da un prodotto alimentare non conforme alle normative sull’igiene.

Il secondo problema può sembrare ovvio, ma è di importanza critica: se per verificare che una banconota sia falsa possiamo usare gli scanner appositi, non esiste uno scanner universale che ci permetta di verificare che un particolare certificato sia autentico. Dobbiamo affidarci all’osservazione di particolari caratteristiche fisiche (timbri, firme, filigrane) o, quando possibile, verificare l’esistenza del certificato su database pubblici.

primo piano della mano di una persona che firma un documento e lo timbra
L’autenticità di un certificato è ancora verificata con documenti cartacei timbrati e firmati.

La blockchain è una tecnologia innovativa che risolve entrambi questi problemi: consente infatti di registrare un’informazione digitale in maniera sicura e non falsificabile. Questo è possibile perché l’informazione viene replicata su migliaia di computer sparsi per il mondo, e collegata in maniera inequivocabile con la sua fonte, l’ente certificatore nel caso dei certificati, e alla sua data di creazione.

La blockchain è costituita da una rete di migliaia di computer interconnessi.

Puoi trovare una spiegazione semplice e completa di come funziona la blockchain a questo link.

La forza dei certificati su blockchain sta proprio qui: non sono falsificabili, ed è possibile verificarli in tutto il mondo, utilizzando semplicemente uno smartphone connesso ad internet.

La certificazione blockchain sostituisce quella tradizionale?

Spesso si fa confusione su questo punto, ma la risposta è: no, nella maniera più assoluta!

Il lavoro di un consorzio o un ente certificatore è infatti indispensabile: è sempre necessario l’intervento di professionisti che verifichino il rispetto delle normative e dei parametri necessari al rilascio del certificato. 

ispettore controlla una bottiglia di bibita
I controlli degli enti appositi rimangono necessari perché le certificazioni siano valide.

La blockchain dunque non sostituisce i Certificatori, bensì è una tecnologia che viene utilizzata per potenziare i certificati già esistenti e renderli più sicuri. 

Sono ormai numerosi gli esempi di enti che hanno integrato la blockchain nelle loro applicazioni: DNV-GL e CSQA come agenzie di certificazione, l’Accademia del Panino Italiano e il consorzio dell’Arancia Rossa IGP nel mondo del food, e molti altri nei settori più disparati.

I risvolti legali e la trasformazione digitale delle aziende

La digitalizzazione dei processi ha fatto grandi progressi questi ultimi anni, soprattutto grazie all’eIDAS, il regolamento dell’Unione europea per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche approvato nel 2014.

Grazie a questo regolamento, la firma digitale ha assunto piena validità legale in tutti i paesi dell’Unione, aprendo la strada ai primi processi e alle prime transazioni completamente digitali, dall’inizio alla fine.

Se è vero che oggi la stragrande maggioranza dei documenti nasce su Microsoft Word o come PDF, è anche vero che solitamente, a un certo punto del processo, emerge la necessità di stampare il documento per firmarlo, timbrarlo o mandarlo per raccomandata.

Questo passaggio rallenta l’intero processo e introduce la possibilità di frodi, per i motivi menzionati nei paragrafi precedenti.

Risulta quindi di vitale importanza conoscere queste tecnologie e comprenderne le potenzialità, consapevoli che un giorno ciò che oggi consideriamo all’avanguardia sarà diventato la norma: in un futuro non troppo lontano il cartaceo potrebbe scomparire del tutto, sostituito da certificati digitali più sicuri ed efficienti.

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